28/09/2017 - LA CASSAZIONE A SEZIONE UNITE APRE AL RISARCIMENTO DEI DANNI PUNITIVI

La sentenza n. 16601 del 5 luglio 2017, con cui le Sezioni Unite della Cassazione hanno riconosciuto per la prima volta la compatibilità dei danni punitivi con l’ordinamento italiano, è destinata ad avere delle conseguenze rilevanti.

Afferma la Corte che, nel vigente ordinamento italiano, alla responsabilità civile non è assegnato solo il compito di restaurare la sfera patrimoniale del soggetto che ha subìto la lesione, poiché sono interne al sistema la funzione di deterrenza e quella sanzionatoria del responsabile civile. Non è, perciò, ontologicamente incompatibile con l’ordinamento italiano l’istituto di origine statunitense dei risarcimenti dei c.d. punitive damages.

Si tenga presente che, fino alla sentenza in esame, la giurisprudenza di legittimità, nei due soli casi specifici in cui in precedenza era stata chiamata a pronunciarsi sulla questione (sentenze n. 1183/2007 e n. 1781/2012), era orientata nel senso di ritenere le pronunce comminatorie di “danni punitivi” contrarie all’ordine pubblico.

Per sostenere l’ammissibilità del risarcimento di tali danni, le Sezioni Unite hanno sottolineato come la funzione riparatoria-compensativa, seppur prevalente nell’ordinamento italiano, non può più costituire l’unica attribuibile al rimedio risarcitorio, ritenendosi superata la tesi che ne escludeva qualsiasi attitudine a svolgere anche una funzione punitiva.

 

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dott. Niccolò Trevisani