01/02/2018 - IL MINISTERO DEL LAVORO APRE ALLA VENDITA DI MACCHINARI “NON A NORMA”

La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro, istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è di recente intervenuta sul tema della vendita di macchinari privi delle condizioni di sicurezza prescritte dalla normativa antinfortunistica.

L’intervento ha avuto spunto grazie all’interpello promosso dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, per mezzo del quale la stessa chiedeva se la vendita con finalità di messa a norma, di demolizione o di esposizione al pubblico, avente ad oggetto attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuale (Dpi) o impianti, potesse rientrare tra le ipotesi vietate ai sensi dell’art. 23, comma 1 del T.U. in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. n. 81/2008).

L’articolo richiamato vieta espressamente la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La violazione di tale divieto da parte dei fabbricanti e dei fornitori comporta la pena dell’arresto da tre a sei mesi o dell’ammenda da 10.000 a 40.000 euro.

La Commissione, argomentando il proprio parere, ha sottolineato come la finalità che intende perseguire il divieto posto dall’art. 23 del T.U. sia quella di anticipare la tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori, garantendo l’utilizzo unicamente di quei beni conformi ab origine ovvero di quelli preventivamente adeguati alla normativa.

La Commissione ha ricordato come la Corte di Cassazione Penale, con la sentenza n. 40590/2013, abbia già in precedenza affermato che il divieto di vendita di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuale (Dpi) ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia di salute e sicurezza sul lavoro non opera ove detta vendita sia effettuata per un esclusivo fine riparatorio in vista di una successiva utilizzazione degli stessi, una volta ripristinati e messi a norma. 

Rispondendo al quesito posto, in conclusione, la Commissione ha stabilito che la circolazione di attrezzature di lavoro, di dispositivi di protezione individuale (Dpi) ovvero di impianti non conformi, senza alcuna previsione di utilizzazione, ma con esclusivo e documentato fine demolitorio ovvero riparatorio per la messa a norma, così come la mera esposizione al pubblico, non ricade nell’ambito di applicazione dell’art. 23 del D.Lgs. n. 81/2008 e, per ciò stesso, non è vietata.

 

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Dott. Niccolò Trevisani