22/06/2017 - I PRODOTTI ALIMENTARI VEGETALI NON POSSONO ESSERE COMMERCIALIZZATI E PUBBLICIZZATI CON LA DENOMINAZIONE “LATTE” O “FORMAGGIO”

La Corte di Giustizia dell’Ue, nella causa C-422/16 - pubblicata il 14 giugno 2017 -, ha stabilito che un prodotto alimentare a base puramente vegetale (di soia nel caso specifico) non può essere né commercializzato né pubblicizzato con la denominazione di un prodotto di origine animale (come ad es. “latte”, “formaggio”, “burro” o “yogurt”).

La decisione è scaturita da un’azione inibitoria intrapresa da un’associazione tedesca contro una società tedesca che produce, distribuisce e pubblicizza prodotti di origine puramente vegetale per vegani e vegetariani con le denominazioni “burro di tofu”, “formaggio vegetale” e “panna vegetale”.

La Corte ha ritenuto che tali denominazioni sono fuorvianti e potenzialmente ingannevoli per il consumatore ed, essendo in contrasto con il diritto comunitario, non sono permesse (il Reg. comunitario n. 1308/2013 riserva infatti la possibilità di utilizzare le suddette denominazioni “lattiero-casearie” solo per prodotti di origine animale, salvo eccezioni specifiche - come ad es. per il latte di mandorla o per il latte di cocco -; inoltre, secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria, è consentito utilizzare denominazioni come “crema di latte” “panna” “burro” e “yogurt” esclusivamente per prodotti derivati del latte).

La Corte ha precisato che il divieto vale anche nel caso in cui le suddette denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione, dal momento che non è possibile escludere con certezza qualsiasi rischio di confusione nella mente del consumatore.

 

Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo studio attraverso l'apposito form, nella sezione contatti.

avv. Christian Cerutti