21/09/2017 - UN FORNITORE DI PRODOTTI DI LUSSO PUÒ VIETARE AI SUOI DISTRIBUTORI AL DETTAGLIO AUTORIZZATI DI VENDERE I SUOI BENI SU PIATTAFORME TERZE

L’avvocato generale incaricato del caso C-230/16 Coty Germany GmbH/Parfümerie Akzente GmbH, pendente innanzi la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha recentemente rilasciato le proprie conclusioni sostenendo che un fornitore di prodotti di lusso può vietare ai suoi distributori al dettaglio autorizzati di vendere i suoi beni su piattaforme terze, come Amazon o E-bay.

Le conclusioni dell’avvocato generale muovono dalla circostanza che la Corte ha già più volte riconosciuto la possibilità, per i fornitori di beni di lusso, di predisporre un sistema di distribuzione selettiva che imponga standard qualitativi e professionali specifici volti a preservare la qualità e garantire l’uso corretto di tali beni; e, in secondo luogo, dalla circostanza che il divieto di avvalersi di piattaforme online per la rivendita dei beni appare di fatto legittimo nella misura in cui tali piattaforme non sono tenute a soddisfare i requisiti qualitativi previsti dal fornitore.

Nel caso di specie, inoltre, il divieto imposto dal fornitore (Coty Germany) non si caratterizzava come un divieto assoluto di vendita on-line, mantenendo in capo al distributore la possibilità di distribuire i beni di lusso oggetto del contratto tramite il proprio sito Internet.

La questione sollevata nel caso in commento, su cui si attende la decisione della Corte, è di particolare interesse in quanto evidenzia i rischi e le criticità che derivano dall’adozione di molteplici canali distributivi (reali e digitali) e dal loro mancato coordinamento.

A tal proposito, segnaliamo che lo Studio Santosuosso Avvocati ha organizzato un seminario che discuterà del caso Coty Germany GmbH/Parfümerie Akzente GmbH e, più in generale, dei rischi derivanti dell’utilizzo di diversi canali distributivi e delle strategie che le imprese possono implementare per attenuarli.

 

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avv. Sondra Faccio