11/01/2018 - CLAUSOLA COMPROMISSORIA E OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO: ULTIMI SVILUPPI GIURISPRUDENZIALI

Con ordinanza n. 21550 del 18 settembre 2017, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha confermato l’orientamento giurisprudenziale, ormai consolidato, secondo cui la previsione di una clausola compromissoria - con cui le parti devolvono le eventuali controversie contrattuali a un collegio arbitrale (italiano o internazionale) - non esclude il ricorso al procedimento monitorio per l’ottenimento del decreto ingiuntivo; in quanto, l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio, ma solo su eccezione della parte interessata, e nella fase sommaria del procedimento monitorio non esiste ancora una controversia caratterizzata dal contraddittorio tra le parti e quindi deferibile alla cognizione degli arbitri.

Per contro, nel successivo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, eventualmente promosso dal debitore ingiunto, si instaura un ordinario procedimento di cognizione, che implica necessariamente il deferimento della controversia alla cognizione del collegio arbitrale. La Corte sottolineava che “la clausola di compromesso in arbitrato estero non osta all'emissione di un decreto ingiuntivo, perché il conseguente difetto di giurisdizione attiene alla cognizione di una "controversia" (e, quindi, presuppone il contraddittorio, assente nel procedimento monitorio) e perché l'eccezione di compromesso è facoltativa e non è rilevabile d'ufficio (tra le molte, Cass., Sezioni Unite, n. 19473 del 2016).”

Nel caso di specie, una società belga e una società italiana stipulavano un contratto per la prestazione di servizi di stoccaggio prevedendo una clausola compromissoria con cui si stabiliva che “tutte le controversie nascenti in relazione al presente Contratto saranno risolte secondo le regole di Conciliazione ed Arbitrato della Camera di Commercio Internazionale (Parigi).” La società italiana promuoveva successivamente ricorso innanzi al giudice italiano ottenendo l’emissione di un decreto ingiuntivo nei confronti della società belga inadempiente. Quest’ultima, in sede di opposizione, proponeva ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione innanzi la Corte di Cassazione, sostenendo l’applicazione della clausola compromissoria prevista dal contratto ed eccependo, conseguentemente, la carenza di giurisdizione del giudice ordinario italiano. La Corte di Cassazione, così adita, accertata l’esistenza della clausola compromissoria, rilevava il difetto di giurisdizione e disponeva la rimessione della controversia al giudizio degli arbitri.

 

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avv. Sondra Faccio