18/01/2018 - LA CORTE DELL’UNIONE EUROPEA HA CONFERMATO LA POSSIBILITÀ DI VIETARE LA VENDITA SU PIATTAFORME TERZE AI DISTRIBUTORI AL DETTAGLIO DI BENI DI LUSSO

La Corte dell’Unione Europea ha confermato le conclusioni dell’avvocato generale incaricato nel caso C-230/16 Coty Germany GmbH/Parfümerie Akzente GmbH, stabilendo che un fornitore di prodotti di lusso, che si avvalga di un sistema di distribuzione selettiva al fine di salvaguardare l’immagine di lusso di tali prodotti, può vietare ai suoi distributori al dettaglio autorizzati di vendere i suoi beni su piattaforme terze, come Amazon o E-bay.

Secondo la Corte,  l’articolo 101, paragrafo 1, TFUE non osta a una clausola contrattuale, come quella di cui al procedimento in commento, che vieti ai distributori autorizzati di un sistema di distribuzione selettiva di prodotti di lusso di servirsi di piattaforme terze per la vendita a mezzo Internet dei prodotti oggetto del contratto, qualora “tale clausola sia diretta a salvaguardare l’immagine di lusso di detti prodotti, sia stabilita indistintamente e applicata in modo non discriminatorio, e sia proporzionata rispetto all’obiettivo perseguito, circostanze che spetta al giudice del rinvio verificare.”

La clausola in oggetto non rappresenta, secondo la Corte, una restrizione della clientela, ai sensi dell’articolo 4, lettera b) del Regolamento UE n. 330/2010, né una restrizione delle vendite passive agli utenti finali, ai sensi dell’articolo 4, lettera c), di detto regolamento.

Come osservato (sul punto, si veda http://www.santosuosso.it/index.php/it/news/contrattualistica-internazionale/297-21-09-2017-un-fornitore-di-prodotti-di-lusso-puo-vietare-ai-suoi-distributori-al-dettaglio-autorizzati-di-vendere-i-suoi-beni-su-piattaforme-terze), la Corte ha già più volte riconosciuto la possibilità, per i fornitori di beni di lusso, di predisporre un sistema di distribuzione selettiva che imponga standard qualitativi e professionali specifici volti a preservare la qualità e garantire l’uso corretto di tali beni; pertanto, il divieto imposto ai distributori di avvalersi di piattaforme online per la rivendita dei beni di lusso appare di fatto legittimo nella misura in cui tali piattaforme non siano tenute a soddisfare i requisiti qualitativi previsti dal fornitore.

La decisione della Corte è disponibile all’indirizzo http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&pageIndex=0&part=1&mode=lst&docid=197487&occ=first&dir=&cid=1063901.

 

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avv. Sondra Faccio