12/07/2018 - LA REGISTRAZIONE DI UN COLLOQUIO VIOLA LA PRIVACY? PUÒ ESSERE UTILIZZATA (POI) COME PROVA?

Con una recentissima sentenza (del 10.5.2018 n. 11322) la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della registrazione meccanica di un colloquio tra persone presenti e del bilanciamento tra la possibile violazione della normativa sulla privacy da una parte e quella della tutela dei propri diritti dall’altra.

Nel caso di specie, i Giudici hanno affermato che, quando si tratta di acquisire prove da utilizzare in un giudizio o di far valere in un giudizio il diritto di difesa, la rigida previsione del consenso del titolare dei dati personali possa subire una limitazione, a condizione che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento.

In particolare, è stato ritenuto che le registrazioni di colloqui effettuate da un soggetto presente e partecipe, ad insaputa degli altri soggetti coinvolti, fossero legittime considerando che da un lato erano state adottate tutte le dovute cautele al fine di non diffondere le registrazioni e dall’altro che la finalità di tali registrazioni era quella di precostituire un mezzo di prova difficilmente raggiungibile diversamente.

 

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avv. Giovanni Santosuosso