02/02/2016 - RESPONSABILITA’ 231-SICUREZZA SUL LAVORO: CASSAZIONE CONFERMA LA NECESSITA’ DEI MODELLI 231 PER ESCLUDERE LA RESPONSABILITA’

Con sentenza 2544/2016, depositata il 21.01.2016, la Cassazione si è nuovamente espressa in materia di responsabilità dell’ente ex d.lgs. 231/01, confermando la responsabilità di una società (e condanna al pagamento di una sanzione di 80.000 euro) per non aver adottato un modello organizzativo idoneo a evitare il reato occorso (art. 589 comma 2 c.p. omicidio colposo per mancata adozione dei necessari presidi di sicurezza).

Nel caso di specie a seguito della morte di un dipendente per ribaltamento della grù sulla quale stava operando, venivano  condannati in primo grado per omicidio colposo l’amministratore unico e il direttore tecnico della società e condannata la società ex d.lgs. 231/01 al pagamento di 80.000 euro, per non aver adottato idonee misure organizzative volte a evitare il fatto oggetto del reato.
Le condanne venivano ribadite in Appello e in Cassazione.
La Cassazione, in particolare, ha confermato la condanna della società per non aver adottato alcun modello organizzativo ex d.lgs. 231/01 (e art. 30 del d.lgs. n. 81/2008) e non aver nominato alcun Organismo di Vigilanza come previsto da detta normativa e sostenendo che “poiché la violazione delle norme antinfortunistiche non era stata connotata da occasionalità, né dovuta a caso fortuito, ma era risultata essere frutto di una specifica politica aziendale, volta alla massimizzazione del profitto con un contenimento dei costi in materia di sicurezza, a scapito della tutela della vita e della salute dei lavoratori - sono stati ritenuti ricorrenti tutti i criteri di imputazione oggettiva e soggettiva per affermare la responsabilità della (...) s.r.l. ai sensi del D. L.vo 231/2001”.

Per informazioni è possibile contattare lo studio attraverso l'apposito form, nella sezione contatti.

avv. Elisa Lagni