17/08/2017 – LA CASSAZIONE PRECISA CHE LA TARSU PUO’ ESSERE RIDOTTA O ADDIRITTURA AZZERATA IN ALCUNE IPOTESI

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10548 del 2017, pronunciandosi in tema superfici tassabili ai fini della TARSU, ha confermato l’annullamento dell’avviso di accertamento con cui il Comune aveva sottoposto a tassazione una parte delle aree di un’attività di cantieristica e rimessaggio per imbarcazioni, in applicazione del regolamento comunale che - ai sensi dell'art. 62, comma 3, del d.lgs. 507/1993 - individua categorie di attività produttive di rifiuti speciali cui applicare una percentuale forfettaria di riduzione.

La Cassazione ha precisato che l'applicazione della riduzione in oggetto - nel caso specifico pari al 30 % - era condizionata, come stabilito nel regolamento stesso, al fatto che “risulti difficile determinare la superficie in cui si producono rifiuti speciali”. Nel caso concreto, invece, andava applicata l'esenzione piena in quanto il contribuente aveva specificamente dimostrato la formazione di rifiuti speciali e in quale modo provvedeva allo smaltimento diretto dei medesimi.

Tale sentenza apre alla possibilità di esonero di una impresa dal pagamento della tassa rifiuti (speciali) qualora la stessa possa fornire piena prova delle aree sui cui si formano rifiuti speciali e sul modo in cui provvede allo smaltimento diretto degli stessi.

 

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avv. Marco Falsiroli