22/02/2018 - IL MEF FORNISCE CHIARIMENTI IN MERITO ALL'APPLICAZIONE DELLA TASSA SUI RIFIUTI (TARI)

Come noto la TARI (Tassa sui rifiuti) è composta da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti.

Relativamente al calcolo della parte variabile della Tari delle utenze domestiche degli immobili residenziali Il Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze), con la circolare del 20.11.2017, ha precisato che la quota fissa deve essere calcolata moltiplicando la superficie dell’alloggio sommata a quella delle relative pertinenze per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti dell’utenza stessa. La quota variabile, invece, è costituita da un valore assoluto, ossia da un importo rapportato al numero degli occupanti, che non va moltiplicato per i metri quadrati dell’utenza, ma va sommato come tale alla parte fissa.

Un diverso modus operandi dei Comuni nella determinazione della TARI, evidenzia il Mef, non troverebbe alcun supporto normativo.

Pertanto qualora il contribuente riscontri un errato computo del calcolo effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio rifiuti, potrà richiedere il rimborso del relativo importo, ma solo relativamente alle annualità a partire dal 2014 (anno in cui è stata istituita la TARI). Al momento non è ancora stato stilato un elenco completo dei Comuni che hanno effettuato un errato calcolo della Tari, tuttavia è possibile chiedere il rimborso di quanto pagato in eccesso nei Comuni di Ancona, Catanzaro, Rimini, Siracusa, Napoli.

L’istanza non richiede particolari requisiti di forma: deve contenere tutti i dati necessari a identificare il contribuente, l’importo versato e quello di cui si chiede il rimborso, oltre ai dati identificativi della pertinenza che è stata computata erroneamente nel calcolo della TARI.

L’istanza di rimborso va presentata entro il termine di 5 anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. L’ente locale provvederà ad effettuare il rimborso entro 180 giorni dalla data di presentazione dell’istanza.

 

Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo studio attraverso l'apposito form, nella sezione contatti.

avv. Marco Falsiroli