26/07/2018 - REATI AMBIENTALI: SOLO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE PUÒ CHIEDERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO AMBIENTALE DI NATURA PUBBLICA

La Cassazione, con la sentenza n. 6727 del 12 febbraio 2018, ha stabilito che, in caso di reato ambientale, legittimato a chiedere il risarcimento del danno ambientale di natura pubblica è solo lo Stato attraverso il Ministero dell’Ambiente.

La pronuncia della Suprema Corte prende origine dal ricorso presentato da un imprenditore avverso una sentenza del Tribunale di Lecce che lo aveva condannato per illecito smaltimento di rifiuti speciali (art 256 Dlgs 152/2006).

La Corte di Cassazione, in accoglimento parziale del ricorso, ha confermato la responsabilità penale dell’imprenditore ma ha annullato la sentenza nella parte in cui lo condannava al risarcimento dei danni a favore della Provincia di Lecce, che si era costituita parte civile nel processo penale. In particolare, la Corte ha precisato che, sulla base dell’art 318 del Dlgs 152/2006, la legittimazione a chiedere il risarcimento del danno ambientale di natura pubblica, inteso come pregiudizio all’integrità e alla salubrità dell’ambiente, è solo lo Stato tramite il Ministero dell’Ambiente.

Gli enti territoriali, quali regioni e province e in generale tutti gli altri soggetti singoli o associati, potrebbero agire solo per il risarcimento di un danno (patrimoniale e non patrimoniale) ulteriore e concreto, causato dalla lesione di loro diritti particolari, ma diversi dall’interesse pubblico alla tutela dell’ambiente.

 

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avv. Marco Falsiroli